carlo eugenio rogers

IL FURTO CHIAMATO UGUAGLIANZA

IL FURTO CHIAMATO UGUAGLIANZA
Tra i furti culturali e morali dei principi di vita operati dalle rivoluzioni sociali del ‘700 nella storia in Europa e in America a nome della dignità dell’ uomo spicca quello del principio morale di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge che i rivoluzionari dicono di avere inventato loro o almeno lo hanno introdotto nelle Costituzioni Sociali e ciò puo' essere anche vero in parte se consideriamo che lo troviamo nei primi documenti costituzionali del Settecento (Dichiarazione di Indipendenza U.S.A. 1776; artt. 1 e 6 Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino francese 1789) per poi trovarlo man mano nei secoli successivi fino ai nostri giorni in quasi tutte le costituzioni del pianeta . Ma già alcune enciclopedie più oneste, anche se di radici illuminate, ci dicono che già i greci erano arrivati a questo principio tra gli umani facendolo derivare dalla Legge Naturale, ma a quei tempi non esistevano le Costituzioni Sociali e i codici del diritti umani come ci sono oggi . Esistevano in realtà dei codici pressi i babilonesi in cui si metteva al bando il furto, l‘omicidio e l’adulterio con le relative pene per i trasgressori , e questi codici antichi come quello delle Dodici Tavole Romane non erano altro che dei tentativi di ribadire l’ uguaglianza di ogni uomo davanti a una legge universale , chiunque esso sia . Ovvero questa legge fatta diventare positiva perché scritta e codificata da questi popoli, affermava che tutti debbono essere giudicati per certi crimini allo stesso modo davanti alla legge , anche se poi nella realtà, nella loro vita sociale c’era la schiavitù per cui anche lo schiavo doveva osservare quella legge pur sapendo che nei suoi confronti non era davvero osservata . In sintesi questa legge ci dice che tutte le cose create non sono uguali però ogni uomo o essere umano è uguale ad un altro uomo , onde per cui gli tocca la stessa giustizia davanti a una legge codificata perchè questa legge parte dalla natura della specie umana dove , pur non trovando un solo uomo uguale ad un altro in tutte le generazioni , essi sono uguali per principio di natura davanti a una legge scritta in una determinata area geografica almeno . Però queste conoscenze scientifiche e culturali di principi etici che troviamo nelle Enciclopedie di alcuni popoli che un tempo erano chiamati anche cristiani e che nacquero nelle zone dell’ europa occidentale ed orientale , o dimenticano volontariamente o per ignoranza , che la prima dichiarazione netta e concreta, cioè non filosofica a partire da alti concetti della “dignità umana” dell ‘uguaglianza , ci viene descritta nel Pentateuco ebraico come voce del Creatore al popolo sinaitico ; un popolo che gli stava più da vicino ed era sotto la sua guida in quel momento . Dio infatti non ha creato l’ uomo, le razze e i popoli e li ha abbandonati se stessi, al loro destino come vorrebbero farci credere alcuni, ma l’ha guidata sempre attraverso dei prototipi ,senza mai stancarsi per un attimo . Dio ha scritto una Legge autorevole che non proveniva dalla deduzione scientifica della natura umana da lui creata e interpretata da alcuni uomini più intelligenti e messa per iscritto ,ma dettata dalla sua voce stessa come Essere Onnipotente e Creatore di tutto . L uomo non era presente quando lo progettava e lo creava ; l' uomo non era presente quando Dio creava le stelle . E, proprio riguarda all’ uguaglianza di tutti gli esseri davanti alla legge positiva, aveva dettato una Legge scritta a un popolo rozzo e ignorante di profughi , che non aveva nè scuole e nemmeno monumenti , già nel 18°secolo a.C. . Ma cosa c’era scritto di specifico in questa Legge non legata alle filosofie umane ? Bisognerebbe che i giuristi moderni e anche molti preti imparassero a memoria tutto il capitolo 19 del Levitico per capire cose è l uguaglianza ma ci limiteremo solo il versetto 15 : 15 " Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Altri traducono : “ nel giudizio non sarai né a favore di una maggioranza , né di una minoranza ,ma giudicherai con giustizia” . Addirittura ci dice non trattare con parzialità o con favore il povero che Dio ha sempre protetto e protegge !
Ma dove vogliamo arrivare con questo articolo ? Vogliamo dire che le filosofie umane che partono da teorie inventate di sana pianta dai vari gruppi sociali ed economici, con teorie della natura inventate di san pianta senza nessunissima base scientifica ,non ci conducono da nessuna parte perché prima dell ‘uguaglianza delle cose e degli esseri , c’è la giustizia divine del creatore di tutto che si basa sulla verità della sua natura di Creatore Onnipotente di tutto .
La verità sull‘ uomo ce l' ha raccontata chi ha creato tutto e non chi si inventa una uguaglianza senza riferimento a Dio che è al di sopra delle maggioranze , delle minoranze , del povero e del ricco .
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