VOLANTINAGGIO STORICO ALLA STAZIONE DI MILANO CENTRALE

Nel pomeriggio della Solennità di Ogni Santi, ho preso il treno da Lomello e sono ritornato nuovamente a Pavia e da qui a Milano Centrale per abbracciare IL CARO AMICO E SOCIO IL PROFESSORE MARTINO MORRA. E' stato un bellissimo incontro, in cui ho apprezzato la semplicità e la signorilità di Martino. Purtroppo, l'unica nota stonata è stata l'assenza del caro amico e socio Andrea Cavenaghi, che ha avuto problemi in famiglia e non mi ha potuto raggiungere a Milano. Mi è dispiaciuto anche non poter salutare gli altri due cari amici e soci lombardi Mino Borriero e Giovanni Castellini Rinaldi, in quanto in questi giorni di festa erano fuori Milano e la Lombardia. Al ritorno, dopo lo stupendo incontro con Martino, ecco l'ennesimo attacco del demonio. A Pavia, prima di prendere il treno- nord, che conduceva a Lomello, per l'assurdo zelo del controllore, che non ha voluto strapparmi il biglietto e mi ha costretto a convalidarlo sotto la pioggia, sono scivolato, rischiando di farmi seriamente male. Naturalmente, ho perso la pazienza e ho risposto malamente al capotreno- donna, che poteva mandarmi all'ospedale per il troppo zelo assurdo, in quanto non è possibile cadere in questo modo, dato che avevo la necessità di non perdere quel treno, dato che, se l'avessi perso, Massimo avrebbe dovuto venire a prendermi a Pavia, facendosi altri 80 km con l'auto, oltre agli 80 già fatti in mattinata per la Santa Messa Tridentina. Grazie a Dio, non mi sono fatto nulla e si è conclusa cosi questa seconda giornata lombarda. L'indomani, 2 novembre 2022, Commemorazione di tutti i Fedeli defunti, sveglia alle 5 e, dopo aver preparato con enorme fatica il valigione, ho fatto una bella colazione al bar con Massimo e, dopo averlo abbracciato con grande commozione, come feci lo scorso anno a giugno, quando lascio' Benevento, contento di averlo trovato in grande ripresa dopo il covid, mi sono recato a Pavia e poi a Milano Centrale, dove ho ricevuto la benedizione del sacerdote nella cappella della Stazione di Milano davanti all'immagine stupenda di Maria SS. del Cammino. Dopo aver lasciato il valigione al deposito bagagli, ho iniziato IL PRIMO STORICO VOLANTINAGGIO ALLA STAZIONE DI MILANO CENTRALE, DOVE HO DISTRIBUITO CENTINAIA DI VOLANTINI IN UN CLIMA DI MORTE E DI INDIFFERENZA SPAVENTOSO. Tre episodi da sottolineare: 1) Dopo circa un'ora di volantinaggio, tre ispettori della Questura di Milano si sono avvicinati, mi hanno chiesto alcune informazioni sul PERCHE' FOSSI SOLO e SE AVEVO GIA' FATTO SIMILI INIZIATIVE IN ALTRE CITTA'. IO HO RISPOSTO CHE GLI ALTRI MIEI SOCI IN LOMBARDIA ERANO IMPEGNATI E CHE AVEVO GIA' FATTO ANALOGHE INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA, IN PARTICOLARE A NAPOLI E A ROMA. LORO MI HANNO INVITATO A CHIAMARLI SUBITO SE FOSSI STATO AGGREDITO. IO CON SEMPLICITA' E FERMEZZA HO RISPOSTO: MA QUALE AGGRESSIONE' QUESTI SONO PURTROPPO TUTTI MORTI E LO VEDE ANCHE LEI ISPETTORE. E L'ISPETTORE CAPO HA ANNUITO CON LA TESTA. 2) Come nelle stazioni venete, le persone di colore hanno preso a massa i volantini, a differenza di quelli bianchi. E cio' testimonia l'abisso che sussiste tra chi sceglie la vita e chi la morte. 3) L'unico episodio carino avvenuto alla stazione di Milano Centrale è stato l'incontro con un giovane di Ischia, di nome Alessandro, che mi ha fatto sorridere e che mi ha invitato a proseguire questa Santa Battaglia per la VITA. Dopo questo importantissimo volantinaggio, ho pranzato, ho ripreso il valigione e, alle 13 circa, ho preso il Freccia Rossa in direzione Napoli Centrale. In meno di 5 ore ho raggiunto Napoli da Milano, in tempo per la Santa Messa Tridentina per i Fedeli Defunti al Rosariello di Napoli, con magnifici canti gregoriani cantati dalla suore. Dopo la Santa Messa Tridentina, ho preso il pullmann per Avellino e sono poi ritornato a Benevento, colmo di gioia soprattutto per VER RESO GLORIA A DIO E AVER FATTO LA SUA VOLONTA'.
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