Lo schiavo degli schiavi
9 Settembre - Memoria di San Pietro Claver
Cari fratelli e sorelle, chi avesse frequentato il Collegio Gesuita di Nuestra Señora de Montesión a Palma di Maiorca negli anni dal 1605 al 1608 avrebbe sicuramente notato i lunghi colloqui spirituali tra il portinaio Alfonso Rodriguez ormai settantenne e il giovane studente Pietro Claver. Quello che legava i due uomini per origine, cultura e destino così differenti era l’amore per Dio. Infatti l’entusiasmo giovanile di Pietro in ansiosa ricerca del suo posto nella Chiesa e nel mondo trovava spazio, accoglienza e consiglio nel “giovane cuore” pieno di Amore di Dio dell’anziano. Infatti dietro le sembianze di un vecchio portinaio stanco, si nascondeva un’anima pura dotata da Dio del dono di estasi, visioni di Gesù e della Vergine Maria, preveggenza, miracoli. Non mancarono al santo portinaio lotte interiori e vessazioni diaboliche. La visione che Alfonso ebbe riguardo al futuro di Pietro fu determinante per la decisione del giovane di partire per la Colombia dove “Milioni di anime lo stavano aspettando”…. Nel 1610, Claver arrivò a Cartagena, un porto importante sulla costa caraibica. Lì fu ordinato sacerdote nel 1616. Per 40 anni, si dedicò interamente a istruire, battezzare e accompagnare gli schiavi africani, che giungevano in Sud America.
La sua dedizione fu così totale che si definì “schiavo degli schiavi”, servendo con umiltà e carità quelli che la società del tempo riteneva solo uno scarto e nemmeno vere e proprie persone.
Nel 1650 si ammalò e per quattro anni convisse con la malattia. Morì il 9 settembre 1654. Fu beatificato, il 16 luglio 1850, da Pio IX e canonizzato insieme con San Alfonso Rodriguez, il 15 gennaio 1888 , da Leone XIII. Il 7 luglio 1896, fu proclamato Patrono di tutte le missioni cattoliche tra gli africani.